Autore: Il Fatto Quotidiano

L'ex sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino

"Penso che lascerò libertà di coscienza. Nelle carte non c'è nulla". Così il leader della Lega Umberto Bossi lasciando il gruppo del Carroccio a Montecitorio, a proposito del voto domani in aula sulla richiesta di arresto del deputato e coordinatore del Pdl campano Nicola Cosentino. "Quando si tratta di arresti – ha aggiunto Bossi - bisogna stare tranquilli". Il deputato del Pdl è arrivato in serata a Palazzo Grazioli per essere ricevuto dall'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo che per tutto il giorno si erano rincorse le voci su una sua "visita". Poche ore, quindi, per sapere se dopo il voto della giunta di ieri, il coordinatore campano del Popolo della Libertà andrà in carcere.

"Sarà un mezzogiorno di fuoco", le parole di Francesco Paolo Sisto descrivono l'attesa con cui il Pdl sta vivendo le ore che precedono il voto di Montecitorio sulla richiesta di arresto.Ultime ore che il Pdl sta utilizzando per tentare di rovesciare il voto e 'salvare' il coordinatore. Il partito di via dell'Umiltà per tutto il giorno ha messo in atto un pressing sui colleghi leghisti, ma anche dell'Udc, per convincerli a non votare domani a favore della richiesta di arresto. Oggi Roberto Maroni ha 'lavorato ai fianchi' i deputati lumbard per serrare i ranghi e assicurarsi che domani, complice lo scrutinio segreto, alcuni colleghi di partito decidano di non seguire la linea stabilita lunedì dalla segreteria politica della Lega. In diversi, riferiscono fonti leghiste, oggi avrebbero confidato di essere combattuti e domani potrebbero votare contro la carcerazione preventiva. Il timore, spiegano alcuni 'maroniani', è che il gruppo si spacchi e vada in ordine sparso, certificando una battaglia tutta interna in atto da tempo tra 'cerchio magico' e fedelissimi dell'ex ministro. Una partita che l'ex titolare del Viminale non vuole perdere, perché sul tavolo c'è in gioco la posta più alta della leadership del partito.

Oggi Cosentino si è riunito a lungo, nei divanetti di Montecitorio, con i colleghi campani (tra cui Laboccetta, Milanese, Cesaro). E chi nel partito mira a poter gestire le fila del Pdl campano in caso di uscita di scena dell'attuale coordinatore ha già avviato le trattative: nel pomeriggio è stata fatta circolare la voce che Cosentino si sarebbe detto pronto a rassegnare le dimissioni, in vista di un incontro serale con il Cavaliere. Pronta la smentita della sua portavoce. L'area campana del Pdl è in agitazione: non è un mistero che il coordinatore abbia una fetta del partito locale che da tempo ha manifestato malumore nei suoi confronti. E c'è chi teme che l'addio di Cosentino possa aprire praterie in casa centrista. Cosentino, assicurano fonti a lui vicine, è stato tranquillizzato dai vertici di via dell'Umiltà e lo stesso Berlusconi gli avrebbe ribadito il suo sostegno. Ma certo l'ex premier sa che la strada è stretta e le possibilità di 'salvezza' sono assai risicate. Per questo, non solo in prima persona si è dato da fare contattando leghisti e, viene riferito, anche alcuni centristi. Se salta Cosentino, rischiano gli attuali assetti politici, ripete Cicchitto.