FIFA 13 – Cosa vorremmo in…
È il re indiscusso delle simulazioni calcistiche di questa generazione di console, ma anche il migliore può essere perfezionato!
Cosa vorremmo in… è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, essa tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.
Le serie sportive di EA sono da sempre l'appuntamento fisso di un certo periodo dell'anno per ogni appassionato di videogiochi, non per niente su queste pagine amiamo bonariamente paragonarle a delle cambiali che puntualmente si ripresentano ogni stagione su per giù negli stessi mesi.
Titoli come NFL, NHL e FIFA rappresentano in realtà il fiore all'occhiello della produzione videoludica della compagnia canadese fin dai tempi delle vecchie console a 16Bit, quindi è un piacere per i videogiocatori ritrovarli a cadenza regolare, e in tal senso quello più importante dei franchise citati è certamente, almeno da noi in Europa, proprio l'ultimo indicato.
Giusto per rinfrescarci la memoria diciamo che FIFA è una serie di videogiochi di calcio di lunghissimo corso, il cui esordio risale con FIFA International Soccer nel lontano 1993 su SEGA Megadrive, Super Nintendo e poi successivamente su AMIGA e personal computer. Caratterizzato da una giocabilità immediata e da una visuale per l'epoca originale per un gioco di calcio, cioè quella isometrica, estremamente diversa dalle canoniche utilizzate per questa tipologia di prodotti come quella a scorrimento orizzontale (European Club Soccer, J.League Excite Stage '94) o a "volo di uccello" (Goal, Sensible Soccer), questo titolo fu subito un grande successo di critica e pubblico. Da lì in poi per EA iniziò un cammino che l'avrebbe portata, anno dopo anno, al rilascio di capitoli via via sempre migliori: a ogni edizione, infatti, gli sviluppatori raffinavano le meccaniche di gioco e introducevano maggiori opzioni e modalità, come le squadre di club e i relativi campionati (FIFA Soccer 95) oppure i nomi reali dei vari atleti con l'acquisizione delle licenze ufficiali (FIFA 96) e così via. In un crescendo che culminò, con l'avvento di PlayStation, con l'implementazione di una grafica tridimensionale, di modelli poligonali e perfino di una telecronaca in inglese (FIFA 97), e poi di quelle italiane a opera del duo Massimo Caputi e Giacomo Bulgarelli, e successivamente di Bruno Longhi. Tutti questi elementi messi assieme contribuirono a determinare un ulteriore grande successo della saga, riscontrato in particolare con FIFA: Road to World Cup 98, World Cup 98 e FIFA 99, che portarono addirittura a un discreto numero di spin-off perfino manageriali o dedicati al campionato inglese. Ma proprio quando il dominio di FIFA sembrava non conoscere ostacoli accadde qualcosa che stravolse gli equilibri. Accusato a un certo punto dai media e dagli appassionati di una giocabilità sostanzialmente sempre uguale di capitolo in capitolo, piuttosto arcade e poco simulativa, la serie risentì di un calo inizialmente graduale ma costante, poi sempre maggiore che avvenne di pari passo con l'esplosione di consensi avuta fin dal suo arrivo dalla serie concorrente PES/Winning Eleven di Konami, prima su PlayStation e poi su PlayStation 2. Nonostante l'assenza di licenze, la sopraccitata saga sportiva poteva infatti contare su una giocabilità eccezionale e su di un realismo senza paragoni, che trovò il suo apice in Winning Eleven 2000 Under 23 Olympic, ancora oggi ritenuto dai fan se non il migliore titolo della saga, almeno uno dei primi tre. Era questo che volevano i giocatori.
| Questo articolo è stato pubblicato da admin il 13 febbraio 2012 alle 13:32, ed è archiviato come Pc Games. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento. I ping sono disattivati. |









